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Diastasi addominale in gravidanza e cosa fare per liberarsene

In pillole: cos’è la diastasi addominale:

La causa principale della diastasi addominale è la gravidanza, in quanto l’utero in accrescimento tende a tendere dall’interno il retto addominale e la pressione interna del feto favorisce l’assottigliamento del tessuto connettivo.

Normalmente, l’allontanamento del retto addominale si risolve autonomamente entro 6 mesi dal parto, se oltre questo periodo si nota ancora l’addome rilassato e gonfio è probabile che ci sia diastasi addominale.

Cos’è la diastasi addominale

Per diastasi si intende l’allontanamento permanente di superfici muscolari od ossee normalmente contigue.

Nella diastasi addominale si genera l’allontanamento del muscolo retto addominale destro e del muscolo retto addominale sinistro.

Il retto addominale è uno dei muscoli principali della parete addominale anteriore ed è diviso appunto in destro e sinistro. Queste due parti sono normalmente separate da una linea mediana detta linea alba, che parte da sotto lo sterno fino ad arrivare alle ossa del bacino. La linea alba è formata da tessuto connettivo privo di nervi e vasi sanguigni, molto resistente ma poco elastico.

Quando la larghezza della linea alba supera i 2 cm si parla di diastasi addominale, se la larghezza è maggiore di 5 cm allora la diastasi è di grado severo.

La causa principale della diastasi addominale è la gravidanza, in quanto l’utero in accrescimento tende a tendere dall’interno il retto addominale e la pressione interna del feto favorisce l’assottigliamento del tessuto connettivo.

Normalmente, l’allontanamento del retto addominale si risolve autonomamente entro 6 mesi dal parto, se oltre questo periodo si nota ancora l’addome rilassato e gonfio è probabile che ci sia diastasi addominale.

 

Diastasi addominale in gravidanza: fattori di rischio e prevenzione

La diastasi addominale in gravidanza non è prevedibile e varia da persona a persona, tuttavia sono stati rilevati alcuni fattori di rischio comuni: 

  • Parto gemellare;
  • Feto eccessivamente pesante;
  • Gravidanze precedenti;
  • Gravidanze in età avanzata.

Si può comunque cercare di prevenire la comparsa di diastasi addominale facendo attenzione a mantenere una postura corretta, sia mentre si cammina che da sedute, eseguendo degli esercizi appropriati per rinforzare il pavimento pelvico e la parete addominale, ed evitando attività fisica pesante e sforzi eccessivi. 

Diastasi addominale in gravidanza: sintomi e diagnosi

 

La diastasi addominale è problematica in quanto i visceri non risultano più protetti dalla fascia muscolare e possono essere più soggetti a traumi o possono presentarsi delle ernie.

Inoltre, i muscoli non riescono più a stabilizzare il tronco e la meccanica alterata del bacino può portare a problemi su anche, bacino e schiena.

Altri sintomi che possono verificarsi sono incontinenza, nausea, difficoltà digestive e respiratorie, senso di pesantezza al pavimento pelvico. 

Se si pensa di avere una diastasi addominale, è necessario rivolgersi a un medico che possa effettuare una diagnosi certa eseguendo un’ecografia addominale in modo da verificare la distanza tra i muscoli. Può essere anche effettuata una risonanza magnetica in alcuni casi.

L’intervento chirurgico

Se la distensione supera i 3 cm si può ricorrere ad un intervento chirurgico e ne esistono diverse tipologie: 

  • Chirurgia correttiva: vengono utilizzati dei punti di sutura non riassorbibili per riavvicinare il retto addominale e viene inoltre rimosso il tessuto adiposo in eccesso.
  • Addominoplastica: agisce sia sulla distensione addominale che sulla pelle in eccesso.
  • Laparoscopia: indicata se il caso è lieve e c’è poca pelle in eccesso, meno invasivo dei primi due.

 

Esercizi e il trattamento osteopatico

È particolarmente utile rivolgersi ad un osteopata in congiunzione con il proprio medico per trattare la diastasi addominale. 

Il trattamento osteopatico si occupa di riequilibrare la meccanica del bacino e del tronco trattando il tratto lombare della colonna vertebrale, il bacino e il diaframma, in modo da alleviare i dolori provocati dalla diastasi e sciogliere le tensioni accumulate.

Anche in caso di intervento chirurgico, l’osteopatia viene utilizzata dopo circa un mese dall’operazione per trattare le cicatrici, in modo da evitare la formazione di aderenze.

In concomitanza al trattamento, l’osteopata consiglia degli esercizi per il rinforzo dell’addome, come esercizi di respirazione ed esercizi che attivano il muscolo traverso, ed esercizi per il rinforzo del pavimento pelvico. È importante farsi seguire da professionisti perché, se eseguiti erroneamente, gli esercizi possono peggiorare la situazione.

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